venerdì 7 ottobre 2011

Piergiorgio Caverzan Quartet

Mercoledì,12 ottobre 2011


CHEZ  PEPPOTTO  JAZZ CLUB

PIERGIORGIO CAVERZAN Quartet

Piergiorgio Caverzan-sax contralto & clarinetto
Paolo Corsini-piano
Nicola Bortolanza-contrabbasso
Loris Veronesi-batteria





sabato 2 aprile 2011

Padova Jazz Club : FULVIO SIGURTA' Quintet

EVENTO

Mercoledì,6 aprile 2011
Padova Jazz Club

FULVIO SIGURTA' Quintet

sabato 26 settembre 2009

Doria Jazz Club


Lino Patruno & The Olympia Ragtime Band al Doria Jazz Club
Prossimo appuntamento al Doria Jazz Club, all’interno del Doria Grand Hotel di Milano, il 22 settembre con Lino Patruno & The Olympia Ragtime Band, curato dall’Associazione Culturale Chiave di Lettura.

Direzione Artistica: Roberto Bacciocchi – Davide Corini
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LINO PATRUNO & THE OLYMPIA RAGTIME BAND

Lino Patruno -banjo

Roberto Bacciocchi -tromba

Pippo Traverso trombone

Andrea Sirna -clarinetto

Chicco Zanaboni -sax alto

Graham Russell -piano

Nino Frasio -banjo

Renzo Spinetti- contrabbasso

Terenzio Belluzzo -batteria

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Info:

CAFFE’ DORIA JAZZ CLUB V.le Andrea Doria, 22 – MilanoTel: 02/67411136http://www.chiavedilettura.com/

martedì 11 agosto 2009

Carlo Loffredo. Mito del Jazz.


Intervista con Carlo Loffredo, mito del Jazz.
Natalia Simonova
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Natalia Simonova. La musica ha sempre avuto un ruolo importante nella Sua vita?

Carlo Loffredo. Si, è vero. La musica è stata la mia priorità da sempre. Io ho cominciato da bambino, ascoltando i dischi. I soldi che mi davano a casa per il tram per andare a scuola, io li mettevo da parte, spostandomi a piedi. Dopo aver risparmiato, mi compravo un disco, che all’epoca costava 7 lire. Oggi questo denaro non conta niente, ma allora negli anni 30-40 valeva abbastanza. I dischi erano costosi e bisognava prenotarli, perché arrivavano dall’America, solamente 6-7 esemplari al mese, non di più. Chi li comprava era di solito un aristocratico, oppure una persona facoltosa con un gusto raffinato che poteva spendere il denaro, scegliendo tra i generi diversi: o le canzoni, o il classico, o il jazz, oppure l’opera. I primi dischi di settantotto giri erano grandi venticinque centimetri ,fatti di materiale fragile e si rompevano spesso. I dischi più grandi a trentatre giri sono venuti con la guerra. Un’altra mia grande fonte della felicità era la radio mastodontica che avevamo a casa. Da piccolo mi alzavo di notte per sentire una delle stazioni americane che trasmetteva jazz. La radio l’ho conservata fino oggi con me, come la reliquia dei bei tempi della mia infanzia.

N.S. Carlo, Lei ha un mito?

C.L. Louis Armstrong è indiscutibilmente la mia passione principale. Qualsiasi cosa il grande M° interpretava le dava un senso innovativo, metteva un sentimento tale che diventava una sublimità. Anche una canzonetta come ad esempio “C'est si bon” nelle sue mani suonava diversamente, perché lui sapeva trasformare i pezzi musicali, usando lo spirito carismatico ed un modo unico di vivere le note. Ho conosciuto Armstrong a Roma, quando è venutoin occasione del ”1° Festival dei Due Mondi" a Spoleto. Poi l’ho rivisto tante volte, sono anche andato a casa sua, ho conosciuto la famiglia, la moglie Lucilla. Nel tempo è nata l’amicizia. Nel 1968 a New Orleans Armstrong suonava a casa sua dopo tanto tempo. New Orleans è una città di pescatori che si trova sulle rive del fiume Mississippi ed è nota per la sua ricca eredità culturale, specialmente per la sua musica e la sua cucina. La città aveva organizzato la festa in suo onore, dedicando a Louis Armstrong il Festival del Jazz, al quale parteciparono tanti musicisti di tutto il mondo, compresi noi. Armstrong era sempre attaccato alle sue povere origini , trasmettendole nel jazz professionale.

N.S. Lei è stato l’insegnante di Romano Mussolini?
C.L. Più che insegnato, direi che ho scoperto Romano Mussolini come musicista. Lui suonava il pianoforte a casa sua e non si voleva far sentire dal pubblico, perché si vergognava abbastanza. Essendo una persona estremamente timida, gli serviva una spinta per credere nel suo futuro musicale e concertistico. Dopo averlo sentito suonare a casa sua mi era venuta un’intuizione che lui poteva diventare un grande musicista. Ma Romano pensava: “Mi batteranno le mani perchè sono il figlio di Mussolini, oppure perché sono bravo?” Lui assomigliava moltissimo al padre, sopratutto gli occhi che erano identici a quelli del padre. Spesso il nome ti apre la strada, ma dopo se non sei veramente in gamba, ti si può chiudere la possibilità di andare avanti. Ho creduto nel suo talento, ho cominciato ad impostarlo come musicista jazz per poi suonare insieme a lui. La gente non ha mai reagito modo negativo quando appariva in pubblico. In seguito ,nell'arco di 10 anni abbiamo consolidato il nostro legame professionale, da cui Romano avrebbe mutuato alcune venature popolaresche e “dixie”,che sarebbero divenute caratteristiche del suo modo di suonare. Avevo organizzato il suo primo disco per farlo conoscere al pubblico. Abbiamo suonato con lui in Brasile, in Venezuela, in Canada. Ho scoperto e valorizzato un numero grande di jazzisti, ne citerò qualcuno: Gianni Sanjust, Roberto Podio, Massimo Catalano, Nunzio Rotondo Luca Velotti, Michele Pavese, Carlo Ficini, Jimmy Polosa, Eddie Palermo... Il direttore di una band deve saper intuire le possibilità di un musicista. Se anche in um primo momento non sembra che possa diventare veramente bravo, devi dargli almeno una spinta giusta, proiettare la sua strada nella musica.

N.S. Come è cominciata la Sua carriera musicale?

C.L. Ho cominciato, suonando nei locali di Roma, facendomi conoscere. Dopo ho proseguito con i primi festival del jazz. Uno dei primi in Italia è stato il Festival del Jazz a Firenze nel 1947. La guerra era finita da poco, e nelle grandi città avevano preso il via i concerti jazz che fu una novità per il pubblico italiano. Nel nostro Paese jazz non si era mai sentito. La gente era abituata alle canzoni e canti popolari del Sud. “New Orleans” si potrebbe definire il jazz "napoletano", perché come la musica napoletana parte dal cuore e arriva al cuore.

N.S. Quando è nata la “New Orleans Jazz Band”?
C.L. Nel 1949 quando Louis Armstrong venne a Roma, io con i miei musicisti andammo a prenderlo all’aeroporto. Eravamo molto emozionati dalla possibilità di suonare davanti ad un grande maestro come lui. Dopo aver sentito la nostra esibizione in onore del Suo arrivo in Italia, Armstrong mi chiese: “ Come si chiama la vostra band?” Gli risposi: “ Sinceramente ancora non ha un nome..” Dopo aver riflettuto un attimo, Lui mi disse: “What do you think about “Roman New Orleans Jazz Band”? In quel momento è nata la mia band.

N.S. Carlo, quale è il Suo strumento preferito?

C.L. Il contrabbasso. Ho suonato questo strumento per cominciare. Successivamente ho provato un po’ tutti gli strumenti. Poi ho iniziato con il banjo. Il banjo è un cordofono di origini africane e ha goduto di una grandissima popolarità nel jazz degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso grazie alla sua sonorità. Un’altro strumento che preferisco è il susafon che fa più effetto, più spettacolo. Ma il mio amore segreto rimane sempre il contrabbasso.

N.S. Quale paese del mondo Le ha lasciato più segno nella sua carriera musicale?

C.L. l’Inghilterra. Il pubblico inglese ha una vera cultura del jazz. Gli inglesi hanno avuto da sempre un certo peso del jazz, il fondamento culturale per poterlo capire ed apprezzare. Il pubblico italiano spesso applaude solo perché sei popolare, conosciuto. In Inghilterra invece hanno avuto il jazz come la musica di base. In Italia siamo cresciuti sulle canzoni napoletane e siciliane. Il jazz è da sempre stato considerato il genere musicale secondario, non ha avuto tanta popolarità. Il fatto che nel tempo sono state aperte tante Scuole del Jazz è stato un grande avvenimento culturale. In queste scuole i futuri musicisti possono studiare la tecnica e la base del Jazz. Per suonarlo bene bisogna avere l’attitudine. Molti musicisti lo leggono ma non riescono ad improvvisare, e non dimentichiamoci che di fatto quest’ultima è la caratteristica principale che distingue il jazz.

N.S. Quali sono i Suoi progetti futuri?

C.L. Parto da ottobre con i miei concerti jazz ogni martedì a Cotton Club. L’idea è di trasformare il locale, creando l’atmosfera dei night anni 50. Se i genitori di oggi desiderano di andare a ballare, ricordando i tempi nostalgici della loro gioventù, possono venire a Cotton Club dove troveranno il clima del passato con la pista da ballo e le canzoni intramontabili come ”Again”, “Blue Moon”, “New York”. Bisogna scegliere il repertorio che piace alla gente. Mi viene in mente Mosca degli anni 50 e la voce penetrante di Nilla Pizzi che canta “Podmoscovnie vechera” in russo e in italiano. Questa canzone russa melodica ma semplice interpretata da lei, aveva trasmesso al pubblico internazionale una grande emozione.

giovedì 6 agosto 2009

Lino Patruno and his Jazz Band


09 ago, ORE 21.15 - CHIOSTRO MUSEO DEI GRANDI FIUMI
nell'ambito della rassegna "Un Cielo Aperto"
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MONASTERO OLIVETANO Piazzale S. Bartolomeo, 18 - ROVIGO
web: www.museograndifiumi.it
0425.25077-28665
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Lino Patruno and his Jazz Band
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COMUNE DI ROVIGO
ASSESSORATO ALLA CULTURA
RovigoJazzClub

lunedì 3 agosto 2009

Quartiere Latino di Treviso

Quartiere Latino Estate - Festival di musica e concerti

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Piazza Della Dogana
31100 Treviso (TV)
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Promotore: Asolo Musica
Via Fermi 14/E4 (Asolo)
Telefono: 0423-950150
FAX: 0423-529890
Email: info@asolomusica.comSito: http://www.asolomusica.com

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19 Agosto 2009
ore 21:00
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Concerto Jazz dedicato a New Orleans
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Sweet Georgia Diexieland Band
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Ilic Fenzi, tromba
Stefano Gaion, clarinetto
Andrea Zennaro, bassotuba
Carlo Bertolotto, chitarra e banjo
Remo Straforini, batteria
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sabato 25 luglio 2009

The Liberty Hall Stompers :Exactly Like You



The Liberty Hall Stompers recorded at Fritzels in New Orleans, April 8, 2008

martedì 21 luglio 2009

Clint Baker's Cafe Borrone All-Stars



Clint Baker's Cafe Borrone All-Stars play "Mahogany Hall Stomp" at Cafe Borrone in Menlo Park CA on June 13, 2008.
Musicians are Clint Baker clarinet, Robert Young sax, Leon Oakley cornet, Jim Klippert trombone, Katie Cavera banjo, Bill Reinhart bass, Jay Hansen drums.
Visit Clint's website at: http://www.clintbakerjazz.com

Clint Baker's Jazz Band



Clint Baker's Jazz Band plays "My Heart At Thy Sweet Voice". Clint Baker - Cornet, Tom Sharpsteen - Clarinet, Jim Leigh - Trombone, Mike Fay - Bass, Katie Cavera - Guitar, Hal Smith - Drums

http://www.clintbakerjazz.com/sharpst...
http://www.clintbakerjazz.com/

lunedì 20 luglio 2009

The (Original) Hot Dogs


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I Lost My Gal From Memphis
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The (Original) Hot Dogs in Oostenrijk.

The Hot Dogs spelen classic jazz, blues en vroege Swing, geènt op de muziek van o.a. Jelly-Roll Morton, Louis Armstrong en Duke Ellington uit de jaren '20 en '30. Daarbij wordt gezocht naar origineel repertoire, dat wordt uitgevoerd in functionele, eigen arrangementen, meestal van de hand van Gerrit Molenveld.De band bestaat al enkele tientallen jaren en won bijv. "Breda"in 1973 en de eerste "Vara Dixieland Competitie"in 1981.Ook werden concerten gegeven met musici als Albert Nicholas, George Probert, trompettist/zanger Jabbo Smith en zangeres Beryl Bryden.
In de loop der jaren hebben The Hot Dogs talrijke plaat- en CD opnamen gemaakt.
De band is al meer dan 35jaar huisorkest van de jazzclub Almelo en is een graag gehoorde gast in jazzclubs en op festivals "tot ver over de grens".
Bezetting:
Marc v. Nus / kornet/voc
Gerrit Molenveld / cl / arr
Henk Bornebroek / trb
Dennis Wintels / sous
Jacques Underberg / dr
Johan Molenveld / Paramount ten.bj

vannus29@xs4all.nl
Tel:0031 546819807

Society for the preservation of Dixieland Jazz :Some Of These Days


A classic jazz band plays "Some of these Days." On the 4th Sunday of the Month the Society for the Preservation of Dixieland Jazz society holds its public meeting. On May 24, 2009, there 5 bands that played -- each band was put together from musicians who were in attendance at the meeting. This rendition was played by the 3rd band, led by C J Sams

domenica 19 luglio 2009

Black Swan Classic Jazz Band


http://www.bscjb.com
http://www.glacierjazzstampede.com

The Black Swan Classic Jazz Band.
A fantastic band and a perennial favorite!

This tune is a HOT one entitled, "FIDGETY FEET."

This performance took place at the Glacier Jazz Stampede in Kalispell, Montana on October 6th, 2007

Drop in on both of the websites above to learn about obtaining CD's, and to get information about the festival in Kalispell.

BAND MEMBERS
Kit Johnson - Leader and Tuba
Marilyn Keller - Vocals
John Bennett - Piano
Steve Matthes - Clarinet
Earnie Carbajal - Trumpet
Lew Chapman - Trombone
Ron Leach - Drummer
Guest - Lee Floyd, III - Banjo

This was a wonderful festival and I sure wish you could have been there

giovedì 16 luglio 2009

Copenhagen Washboard Five: My Baby


Copenhagen Washboard Five:
Cornetta Mikael Zuschlag
Sax soprano Erik Spiermann
Banjo Jonas Winding
Sousaphone Hans Kofoed-Nielsen
Washbord Knud Andersen

www.copenhagenwashboardfive.dk
jonaswinding@hotmail.com

martedì 14 luglio 2009

Papa Bue Band with Bill Davison (1975)


You're Lucky to Me Davison 1975

Wild Bill Davison with the Papa Bue Band in Denmark in 1975.
Trumpet player Wild Bill Davison moved to Denmark in the early seventies and joined Papa Bue's Viking Jazzband, Denmark's most famous jazzband.
I don't have information on the personnel but from a LP at that time of Wild Bill with Papa Bue the musicians could be
Anne Bue Jensen trombone, Jorgen Svare clarinet, Jorn Jensen piano, Jens Solund bass and Knud Matsen drums

Papa Bue's Viking Jazzband



http://www.draadnagel.com

Hellevik tradjazz Festival


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http://www.helleviktradjazzfestival.se/

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•The Spirit of New Orleans (Denmark)
•Storyville New Orleans Jazz band (Denmark)
•Hot Pepper (Germany)
•Copenhagen Washboard Five (Denmark)
•Alf Grön och hans Primörer. (Sweden)
•Scandinavian Rythm Boys (Denmark and more)
•Dixie Review (Sweden/Denmark)

•Burgundia Jazzband (Denmark)
•Swing Tres Biens Extravaganza (Sweden)
•Björn Ingelstam Band (Sweden)
•Willie Ashman Original Jazz Band (Holland)
•Dragkjedjan Jazz Band (Sweden)
•Örlycke Traditional Jazz Band (Sweden)

Milano Hot Jazz Orchestra

•Jazzin´ Topzies (Sweden)
•Baljan (Sweden)


•Strutters (Sweden)
•New Orleans Feetwarmers (Germany)
•Union Rythm Kings (Norway/Sweden)
•Cinthio & Andersen Band (Sweden/Denmark)
•Kikis Jug band (Sweden)
•Electric Blues Company (Sweden)
•Börges (Sweden)•Jazzmys (Sweden)
•Big Band 0456 (Sweden)

lunedì 13 luglio 2009

Buddys Habits, Guy Fenton All Stars.



Another track from the 1991 Upton Jazz Festival session,UK. The band at full throttle on this classic tune. www.guyfenton.com

giovedì 9 luglio 2009

Beau Hunks Saxophone Soctette



My Melancholy Baby -
The Beau Hunks Saxophone Soctette from the Netherlands ("de Kleine Komedie", Amsterdam nov 2000). This orchestra, modelled on the Paul Whiteman's Sax Soctette (1938-1939), is dedicated to preserving works of forgotten American pioneering composers and arrangers.

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Entusiasmanti!
C'è gusto!

Andor's Jazz Band :Your mama's gonna slow you down


Your mama's gonna slow you down
The 1994 Andor's Jazz Band

during the biannual reunion of Doctor Jazz
http://www.doctorjazz.nl/
contributors in Wageningen (The Netherlands);

lunedì 6 luglio 2009

Riviera Jazz Records


RIVIERA JAZZ RECORDS
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Il jazz italiano o, meglio, il jazz inciso in Italia dal 1912 al 1950, è praticamente sconosciuto. Eppure in quegli anni è stato realizzato, nel nostro paese, un notevole numero di incisioni con musicisti italiani e stranieri.
Quei 78 giri sono ormai divenuti rarità per collezionisti e le matrici originali andate per lo più distrutte sia per gli effetti devastanti della Seconda Guerra Mondiale (non si deve dimenticare che la quasi totalità delle case discografiche si trovavano nel nord Italia, Milano e Torino soprattutto, città duramente colpite dai bombardamenti), sia per l'insipienza di direttori artistici e dirigenti di case discografiche che, successivamente, mandarono al macero un alto numero se non la totalità delle incisioni del periodo 1920-45. Per questo oggi è estremamente difficile avere un panorama esaustivo di ciò che il jazz italiano era in quel periodo. Periodo durante il quale, in Francia, in Gran Bretagna, in Germania, in Olanda, ma anche in altri paesi europei, si rivelavano musicisti di jazz di ottimo livello e di grande ingegno.
Anche in Italia c'erano ottimi musicisti, ma chi se lo ricorda? Quali le testimonianze discografiche? Quei musicisti sarebbero oggi completamente dimenticati se, con un paziente e lungo lavoro di ricerca durato più di trent’anni, non si fosse riusciti a farli rivivere sia attraverso il racconto della loro avventura musicale (“Il Jazz in Italia. Dalle origini alle grandi orchestre" e " Il Jazz in Italia dall'èra dello Swing agli anni Sessanta " di Adriano Mazzoletti – EdT, Torino) sia attraverso il ritrovamento delle loro incisioni.
Con JAZZ IN ITALY, Riviera Jazz Records si dedica alla ripubblicazione dell'Opera Omnia del jazz italiano di quel periodo, realizzando una serie di CD di interesse storico e musicale.

www.rivierajazz.it/

sabato 4 luglio 2009

Barnebey's Hot Four, "Weary Blues"


Barnebey's Hor Four plays "Weary Blues" at T.R.A.D.J.A.S.S. in Santa Rosa CA on May 4, 2008.
Musicians are Tom Barnebey cornet, Robert Young sax, Marty Eggers bass, and Carl Lunsford banjo.

Ted Shafer's Jelly Roll Jazz Band "My Blue Heaven"

Clint Baker's Borrone All-Stars


http://www.clintbakerjazz.com

venerdì 3 luglio 2009

Dixie Lords play "Blues My Naughty..."


Dixie Lords personnel: Mario Vozza, sousaphone; Ralph Sutton, piano; Lucio Capobianco, trombone; Egidio Colombo, tenor banjo; Alfredo Ferrario, clarinet; Fausto Rossi, trumpet; Franco Cantalini, drums.

Eldorado Syncopators "Hot Nuts"


The Eldorado Syncopators play "Hot Nuts" on May 31, 2009 at North Light Books in Cotati CA.
Musicians are
leader Robert Young, saxes and vocal(leader)
Glenn Calkins, trombone and clarinet
Stan Greenberg, percussion;
Steven Rose, sousaphone;
Jim Young, tenor banjo;
Dave Frey, plectrum banjo

martedì 30 giugno 2009

Jazz Ascona entra nel vivo

JazzAscona continua a raccontare al pubblico quanto varie possano essere le espressioni e i colori del jazz. Domani, martedì 30 giugno, lo farà con le voci di interpreti d’eccezione: a cominciare da Niki Haris (in forma strepitosa, alle 20.30 presso lo Stage Lago) e Joan Faulkner, la cantante americana di jazz e blues che si esibirà per la prima volta a JazzAscona 2009, con Joanne Bell e Peggi Blu. Insieme, sono le Three Ladies Of Blues, tre voci magiche capaci di trasportare chi ascolta nella leggenda delle storiche cantanti nere come Ella Fitzgerald, Billie Holiday, Bessie Smith e Dinah Washington. La Faulkner – ritratta nel manifesto del festival – è in qualche modo il simbolo dell’edizione di quest’anno: per lei esiste solo un modo di vivere la musica, ed è dal vivo, a diretto contatto con il pubblico, a volte addirittura senza il “filtro” di un amplificatore. Stasera sarà alle 21.30 sul palco di Piazza Elvezia.

Alle 22.30 si esibiranno gli Yalloppin’ Hounds, band culto del movimento neo-swing di New York (Stage Chiesa), e alle 23.00 il pianista e cantante Freddy Cole con il suo Quartet. Il fratello del più celebre Nat King Cole, nella sua lunga carriera ha conquistato uno spazio di primo piano, affermando, con la sua voce ruvida e raffinata, una personalità e uno stile del tutto personali. Definito recentemente dal New York Times “il più grande cantante jazz vivente, con un impeccabile senso dello swing", Freddy Cole sarà allo Stage Debarcadero alle 23.00.

All’insegna dei grandi successi dell’R&B e della soul music, i trascinanti Just Another Band J.A.B. tornano in piazza dopo il loro debutto nel concerto speciale tenutosi al Delta Beach Lounge domenica sera. Un gruppo da non perdere per tutti gli amanti dei ritmi balalbili e della soul. Presso il Jazz Club di Piazza Torre la serata sarà all’insegna dello swing! JazzAscona, quest’anno, ospita musicisti di primissimo piano: il palco sarà infatti alle 20.00 del Quartet di Joe Ascione, con “100 years of Benny and Gene”, tributo al clarinettista Benny Goodman e al batterista Gene Krupa, in occasione del centenario dalla nascita di Goodman. “The King of the swing” fu una personalità che lasciò il segno nella storia del jazz, imponendo un suo stile personale e un modo di suonare il clarinetto basato su un ricco fraseggio e su una grande liberà d’espressione. Il suo storico quartetto, composto da Teddy Wilson al piano, Lionel Hampton al vibrafono, Gene Krupa alla batteria e lo stesso Benny Goodman al clarinetto, è oggi idealmente ricreato da Joe Ascione, alla batteria, Allan Vaché (da molti considerato l’erede di Goodman) al clarinetto, John Cocuzzi al vibrafono e Johnny Varro al piano.
All’artista di Chicago è dedicata anche la mostra realizzata da Swiss JazzOrama, al Collegio Papio (26 giugno-5 luglio, dalle 11 ale 18). Sempre lo swing, sebbene interpretato in una maniera del tutto diversa, è quello proposto dalla musica dei Pink Turtle, che tornano ad Ascona per il secondo anno consecutivo, a grande richiesta! Con “POP IN SWING” – titolo anche del loro primo CD, che è stato un grande successo – faranno trascorrere al pubblico due ore di irresistibile intrattenimento con la rivisitazione in chiave “swing” dei grandi successi della musica pop-rock, da “Roxanne” di Sting a “Smoke on the Water” dei Deep Purple, con classe, ironia e grande leggerezza. Stasera avranno spazio nella parte centrale della serata, alle 22.00. Dalle rive del fiume Ticino, arriverà poi la Ticinum Jazz Band, una formazione i cui componenti sono cresciuti a pane e jazz, suonando per anni nei locali del milanese, e poi diventati famosi in Italia e anche nel resto d’Europa. Saranno all’Hotel Castello Seeschloss, dalle 18.00 alle 20.00.

venerdì 26 giugno 2009

West End Jazz Band : "The Rocky Mountain Blues"



http://www.westendjazzband.com
http://www.jazzolympics.com
"The Rocky Mountain Blues" A lively Fletcher Henderson tune performed by this great band from the Chicago, Il area.

Drop in on their website for info about their CD's and performance schedule.

_ West End Jazz Band

mercoledì 24 giugno 2009

Chianti Festival 2009












Chianti Festival 2009
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Tanti e importanti i nomi che porteranno lustro all’XI edizione del Chianti Festival in programma da mercoledì 1 a mercoledì 15 luglio.

Mercoledì 1 luglio il Festival si aprirà alle ore 21.30 in Piazza Marconi, a Castelnuovo Berardenga, con "Le fiabe musicali" di Paolo Poli: le storie di Babar e di Pierino e il lupo tratteggiate da una scrittura musicale originale.

Venerdì 3 luglio, invece, l’appuntamento è alle ore 21.30, presso la Piazza del Comune di Castellina in Chianti con la recitazione del "Notturno etrusco, dedicato alla luna", con Arnoldo Foà e il Notturno Etrusco Ensemble.

Un excursus storico dall'antica Grecia fino ai giorni nostri, tra musica e parole, caratterizzerà la serata "I suoni dell'amore", con Chiara Folletto, in programma domenica 5 luglio, alle ore 21.30, in Piazza Ferrucci a Radda in Chianti.

Il jazz italiano, invece, sarà il protagonista di “Il nostro grande jazz”, con Roberto Sellani, in programma martedì 7 luglio, alle ore 21.30, a San Gusmè.

Il Festival proseguirà fino al 15 luglio con “Capodiavolo”, il concerto-racconto di un artista in tournée con Alessandro Benvenuti, in programma mercoledì 8 luglio, alle ore 21.30, in Piazza Ricasoli a Gaiole in Chianti.

Venerdì 10 luglio, alle ore 21.30, presso Piazza del Comune a Castellina in Chianti, invece, sarà la volta della Dixie band street parade che porterà in scena le atmosfere tipiche del New Orleans e del Chicago Style del Charleston e del Ragtime.

Un viaggio dalla musica etnica al jazz sarà, invece, il protagonista della serata di lunedì 13 luglio, alle ore 21.30, a Vertine, con l’Overtones Sax Quartet.

A chiudere la rassegna sarà Dario Vergassola con “Sparla con me”, uno spettacolo-riflessione sui costumi della società odierna, in programma mercoledì 15 luglio, alle ore 21.30, presso Piazza Ferrucci a Radda in Chianti.

L’ingresso al Festival è libero per le date del 5, 7, 10 e 13 luglio, mentre per gli spettacoli con Paolo Poli, Arnoldo Foà, Alessandro Benvenuti e Dario Vergassola il biglietto d’ingresso è di 8 euro, acquistabile la sera stessa dello spettacolo, a partire dalle ore 20.


Per maggiori informazioni è possibile telefonare al numero 0577 351302 o 0577 355500; inviare una e-mail all’indirizzo info@chiantifestival.com oppure visitare il sito internet www.chiantifestival.com.

martedì 23 giugno 2009

"Stresa for New Orleans"



Stresa

Una lunga notte dedicata alla musica di New Orleans
Mercoledì 24 giugno si terrà la maratona musicale che apre il cartellone del JazzAscona Festival
Una lunga maratona musicale che inizia alle 19 e si conclude intorno a mezzanotte apre il cartellone del più importante festival europeo dedicato al jazz classico e tradizionale. Per il terzo anno consecutivo JazzAscona New Orleans & Classics propone una tappa del suo ciclo fuori dai confini nazionali, con l'iniziativa "Stresa for New Orleans", in programma nella celebre località turistica italiana del Lago Maggiore, idealmente gemellata con Ascona in nome della solidarietà con la Città del Jazz (devastata nell'agosto 2005 dall'uragano Latrina). "Stresa for New Orleans" si svolgerà nell'immediata vigilia del festival, e farà da prestigioso antipasto e opening act di JazzAscona, che quest'anno prenderà il via giovedì 25 giugno. Il ricco programma della serata in Piazza Marconi e Piazza Cadorna a Stresa prevede concerti open-air, sfilate di brass band sul lungolago e raccolta di fondi pro New Orleans, con la partecipazione di grandi nomi del jazz Usa ed europeo.
Due band suoneranno a partire dalle ore 19.00 nel centro storico di Stresa. Le altre due suoneranno a partire dalle 21.15 in piazza Marconi (Imbarcadero). La Hurricane Brass Band partirà con il battello da Verbania alle 20.30 e sbarcherà a Stresa attorno alle 21.15 per poi dirigersi sul lungolago e nelle vie cittadine. Verranno proposte agli spettatori dei gadgets (delle collane e dei medaglioni) di New Orleans il cui ricavato verrà devoluto a SOS New Orleans (musicisti colpiti dall'uragano Katrina). I concerti sono ad ingresso gratuito e in caso di cattivo tempo si svolgeranno al PalaCongressi di Stresa.
Organizza la CITTA’ di STRESA in collaborazione con JazzAscona, Stresa Eventi, Provincia del V.C.O., Regione Piemonte.
Per informazioni al pubblico: Ufficio Turistico Stresa 0323/30.150 – 0323/31.308
e mail : proloco.stresa@libero.it
Il programma della serata:
19.00 – 20.00 & 21.00 – 22.00
Hurricane Brass Band (Europa) con Uncle Lionel Batiste (New Orleans)
Una fantastica band di jazz tradizionale da Maastricht (Olanda), che suona gli stili tradizionali delle brass band di New Orleans, a cominciare dal repertorio che era già appannaggio delle mitiche Eureka, Tuxedo ed Onward Brass Band. La Hurricane Brass Band suona anche brani più attuali e si esibisce ad Ascona accompagnata dal mitico Uncle Lionel Batiste. Classe 1931, musicista, cantante, “viveur”, Uncle Lionel è un vero personaggio della scena musicale di New Orleans e una figura storica della Tremé Brass Band. Sarà ad Ascona nelle vesti di grand marshall.

19.30 - 21.00
Topsy Chapman & Solid Harmony (New Orleans)
Il suo stile canoro e la sua versatilità stilistica le permettono di brillare come cantante gospel, jazz tradizionale e dixieland. Dopo aver raggiunto la popolarità nei primi anni 80 partecipando al musical di off Broadway "One Mo’ Time", Topsy Chapman si è esibita un po' in tutto il mondo come cantante di gospel e jazz. È stata in tournée, ad esempio, con la "Magnolia Jazz Band" e i "Blues Serenaders", con i quali ha anche inciso alcuni dischi. Ha pure registrato e collaborato con artisti quali Willie Humphrey, Chester Zardis, Geoff Bull, Louie Nelson, Fred Coleman, Orange Kellin, Lars Edegran, Nicholas Payton, Butch Thompson, Dick Hyman, Herb Ellis e Bob Haggart. Topsy ha cantato a convention del Partito Democratico e per la Regina Elisabetta e il Duca di Edinburgo ed è più volte apparsa in show televisivi. Topsy Chapman cattura il pubblico con la sua voce calda e armoniosa, e il suo stile autentico. Ad Ascona 2009 torna con il gruppo gospel Solid Harmony, da lei guidato, assieme alle figlie Yolanda Windsay e Jolynda Phillips. Animeranno fra l’altro le due messe gospel con Father Jerôme LeDoux previste domenica 28 e lunedì 29 giugno 2009 nella chiesa del collegio Papio.

20.00 – 22.30
Norbert Susemihl New Orleans All Stars (Europe / US) feat. Jason Marsalis & Louis Ford (New Orleans)
La Norbert Susemihl’s New Orleans All Stars è una band formata nel 2007 dal trombettista tedesco Norbert Susemihl, composta da sei musicisti di prim’ordine, provenienti da cinque diversi paesi. Nato in Germania, Norbert Susemihl guida la formazione. Susemihl – che per la cronaca fu già protagonista delle prime edizioni del festival – ha trascorso molto tempo a New Orleans, ed è considerato oggi uno dei più bravi trombettisti nello stile jazz tradizionale della Crescent City. Lo stesso dicasi, al loro rispettivo strumento, per l’eccellente trombonista svedese Freddy John e per il pianista olandese Harry Kanters. La band è completata da tre favolosi musicisti da New Orleans: la bravissima cantante Wanda Rouzan, il versatile Jason Marsalis alla batteria, il più giovane dei fratelli Marsalis, già visto in azione ad Ascona (al vibrafono però) nel 2005, e, al clarinetto e sassofono, Louis Ford, erede di una tradizione musicale che risale ai tempi di Storyville. Il repertorio della band abbraccia tutto lo spettro della musica di New Orleans di oggi: dal jazz tradizionale al ragtime, dal calypso allo swing, dal gospel allo stile brass band funky.

20.30 – 23.00
Chicago Stompers (Italia)
Con un’età media di soli 20 anni, i Chicago Stompers sono la formazione di “hot jazz” più “giovane” d'Italia. La band è specializzata nel repertorio delle orchestre statunitensi operanti tra il 1924 e il 1931. L’intento è ricostruire in tutti i dettagli l’atmosfera dell’epoca. Il repertorio, che spazia dai titoli più celebri a quelli meno noti della tradizione, è eseguito per mezzo di trascrizioni ed arrangiamenti che fedelmente riproducono le orchestrazioni originali. Per meglio riuscire in tale intento, la band utilizza strumenti vintage, fra i quali rari e inusuali “c-melody sax” o il clarinetto di metallo, e kit percussionistici d’epoca (con ad esempio piatti originali montati su molle e corde di cuoio). Tramite un accurato ascolto dei dischi, la band ha assimilato lo stile e il fraseggio dei solisti dell'epoca, mentre l'analisi di fotografie e filmati d’epoca ha permesso di interiorizzare il dettame artistico anche dal punto di vista estetico e scenografico/coreografico: il recupero filologico si estende infatti anche alla cura del vestiario (smoking per la componente maschile e abiti tematici – inclusi piumaggi originali della Milano anni '20 – per quella femminile), nelle presentazioni (leggii, stand e microfono a condensatore tipici dell’epoca) e nelle coreografie dei musicisti e dei cantanti, al tutto aggiungendo un pizzico di allegria e sana comicità.

21.30 – 23.00
Don Vappie’s Jazz Creole feat. Lillian Boutté (New Orleans)
Uno straordinario cast di musicisti di New Orleans rende omaggio al chitarrista, banjoista, cantante, compositore, autore, storico, insegnante, comico, attore di New Orleans, Danny Barker. Un personaggio di grande spessore artistico e umano, di cui ricorre il Centenario della nascita, che ha lasciato profonde tracce nella cultura di New Orleans e che fra l’altro fu anche protagonista di una memorabile edizione del festival di Ascona nel 1989 (assieme a Louis Nelson). Il festival gli rende omaggio con due programmi speciali, presentati in anteprima a JazzAscona: il primo incentrato sul banjo, la chitarra, le composizioni originali e l’aspetto creolo nella musica; il secondo, con la cantante Lillian Boutté, che ripercorrerà i principali cavalli di battaglia del cantante e della moglie Blue Lu Barker. Il progetto è curato dal chitarrista-banjoista, produttore e arrangiatore di New Orleans, Don Vappie, che si avvale della collaborazione di una band di gran lusso, composta da diverse star della Città del Delta (oltre alla già citata Boutté, da citare perlomeno il bassista Mark Brooks) e dal trombettista francese Patrick Artero.
Nato nel 1909 e deceduto nel 1994, Danny Barker visse (e scrisse) la storia del jazz del XX. Secolo, lavorando al fianco di leggende come Jelly Roll Morton, Cab Calloway, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Sydney Bechet o Bunk Johnson. Barker compose fra l’altro "Don't You Feel My Leg" per la moglie e cantante Blue Lu Barker (con la quale incise frequentemente) e la hit "Save the Bones for Henry Jones", portata al successo da Nat King Cole. Negli anni 50 Barker fu uno dei protagonisti del Dixieland revival, che riportò al centro dell’attenzione del pubblico il vecchio e dimenticato jazz delle radici. Nel 1965 iniziò a lavorare come assistente curatore del New Orleans Jazz Museum, tenne conferenze sul jazz in numerose università, collaborò all’organizzazione del primo New Orleans Jazz Festival, e soprattutto diede vita alla Fairview Baptist Church Brass Band, che divenne negli anni una straordinaria fucina di giovani talenti, contribuendo in maniera importante al mantenimento di una ben radicata cultura del jazz a New Orleans. Barker lavorò assiduamente a questo scopo, sia come musicista sia come scrittore. Fra le sue opere da ricordare Bourbon Street Black (uscito nel 1973) e una biografia dedicata a Buddy Bolden. Barker è stato inserito nell’American Jazz Hall of Fame nel 1993 e ricompensato nel 1991 con un premio alla carriera da parte della National Endowment for the Humanities.
23/06/2009
redazione@varesenews.it

Rimini : Festival Internazionale del Jazz Tradizionale


Lino Patruno
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RIMINI - Nella notte di mezza estate la magia del solstizio passa anche da RIMINI JAZZ. Martedì 23 giugno il 9° Festival Internazionale del Jazz Tradizionale e dello Swing darà il via alla settimana più "ruggente" dell'estate. La più grande rassegna italiana dedicata al jazz delle origini porterà ancora una volta nella capitale delle vacanze note, voci e atmosfere di New Orleans, Chicago e della New York del Cotton Club. Un ponte musicale lungo cinque giornate, fino a sabato 27 giugno, per celebrare l'autentico spirito jazz con eventi ad ingresso gratuito che promettono di coinvolgere il pubblico ricreando il frizzante clima artistico che si respirava in America tra il 1910 e l'inizio degli anni ‘40 con particolare attenzione, quest'anno, agli anni '20: i Roaring Twenties.
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Anni Ruggenti annunciati al popolo degli appassionati di musica e dei vacanzieri già dal mattino grazie alla street parade dell'Ambassador Marching Band che, nello stile di New Orleans, inonderà di jazz classico e swing le strade del centro storico e di Marina Centro spingendosi fin sulla spiaggia riminese. Tra i brani in scaletta anche l'inedito Rimini Jazz Happy Stomp, omaggio in musica al Festival che tiene alto il vessillo del true jazz. E dal mattino aprirà i battenti, presso la Sala Verde del Grand Hotel, anche lo spazio personale che RIMINI JAZZ dedica al cartoonist riminese Riccardo Maneglia - vincitore di numerosi premi internazionali e ospite di importanti rassegne, dal Kansas International Film Festival al Denver Jazz on Film Festival - presentando per tutta la durata del festival alcuni dei suoi lavori dedicati alla musica jazz e, in anteprima mondiale, i primi 25 minuti di Jazz Story, il primo lungometraggio di animazione sulla storia del jazz. Tutto per placare l'attesa del grande evento inaugurale di RIMINI JAZZ 2009: alle 21,30 l'Arena Rimini Airport di Parco Fellini accoglierà il concerto di Jimmy La Rocca con il Lino Patruno Jazz Show.

Un appuntamento imperdibile con la storia del jazz classico americano ed italiano. Jimmy La Rocca arriverà appositamente da New Orleans, in qualità di ospite d'onore di Rimini Jazz 2009, per portare in riva all'Adriatico la passione e il ricco patrimonio musicale ereditato dal padre, il leggendario Nick La Rocca, cornettista siciliano emigrato negli Stati Uniti che assieme alla Original Dixieland Jazz Band incise il 26 Febbraio 1917 - su matrice Victor 18255 - il primo disco della storia del jazz (comprendente Livery Stable Blues sulla facciata A e Original Jass One Step sulla facciata B). Jimmy ha seguito le orme paterne. È diventato un ottimo cornettista ed ora guida la Original Dixieland Jazz Band - che per la sua storica impresa è entrata anche nella Grammy Hall of Fame - formazione che ha lasciato per qualche giorno in riva al Mississippi per concedersi al pubblico italiano assieme al fido batterista David Hansen. Sul palco di Rimini Jazz incontrerà il simbolo italiano del jazz classico: Lino Patruno con il suo magico banjo. Insieme percorreranno le migliori pagine musicali della Chicago degli anni '20 e '30 con un omaggio al centenario della nascita del sassofonista Lester Young, amico di Billie Holiday (che lo soprannominò The Pres - Il Presidente). A completare la formazione saranno nomi di primo piano come Michael Supnick (cornetta, trombone, canto), Nicola Giammarinaro(clarinetto), Mauro Carpi (violino), Silvia Manco (pianoforte) e Guido Giacomini (contrabbasso).


Il Lino Patruno Jazz Show è un progetto nato in occasione del centenario della nascita di Bix Beiderbecke, altro mitico cornettista a cui nei 1991 Patruno, in qualità di co-sceneggiatore e produttore musicale, ha dedicato un film (Bix) per la regia di Pupi Avati. Il progetto musicale si è evoluto negli anni aprendosi a stimolanti collaborazioni attorno al repertorio del jazz più profondo e veritiero. Il Jazz Show è solo un capitolo della vasta attività di Patruno che spazia dalle esperienze jazzistiche in concerto, in sala di registrazione e in TV a quelle di attore di cabaret, di teatro e di cinema, da leader di jazz band alla composizione di musiche da film e per il teatro, dal ruolo di sceneggiatore a quello di produttore cinematografico, da organizzatore di festival jazz a presentatore e regista televisivo.



Attesa in platea già dalla prima serata anche la Ragazza Flapper 2009 Celeste Castelnuovo, vincitrice del contest che il Festival ha lanciato on line per scegliere il volto di questa edizione. A farle buona compagnia le ragazze dello staff di RIMINI JAZZ che indosseranno il caratteristico look reso immortale dal Charleston per rendere ancora più autentica e spumeggiante la cornice della rassegna.

RIMINI JAZZ proseguirà fino a sabato 27 giugno con altri importanti appuntamenti internazionali: la celebrazione del centenario del Re dello Swing Benny Goodman e dei sodali Gene Krupa e Lionel Hampton a cura del sestetto olandese 4 Beat 6 per la prima volta in Italia (24 giugno); i padroni di casa della 1a Rimini Dixieland Jazz Band (25 giugno); le mitiche canzoni di Frank Sinatra e Count Basie nella serata crooner di The Swingers Orchestra con Riccardo Chojwa(26 giugno) e i giovanissimi - 22 anni in media - Chicago Stompers, la più giovane band specializzata nel repertorio delle grandi orchestre statunitensi dal 1924 al 1931 (27 giugno).



RIMINI JAZZ è organizzato dall'Associazione Culturale Riminese "Amici del Jazz", presieduta da Vittorio Corcelli, sotto la direzione artistica di Rino Amore. Il Festival è patrocinato da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna,Provincia di Rimini e Comune di Rimini.
Mainsponsor di Rimini Jazz 2009 sono l'Aeroporto Internazionale Federico Fellini di Rimini e Europa2000 Prontogros SpA (leader nell'arredobagno con oltre 40 filiali in tutta Italia). Il Festival Internazionale del Jazz Tradizionale e dello Swing si svolge grazie a Sky Voce,Grand Hotel Rimini, COGES Finanziaria SpA, Romagna Acque Società delle Fonti SpA, Ramada Rimini, Metha Hospitality Group, Camera di Commercio di Rimini, Banca Malatestiana. Partner radiofonico Radio Bruno.

L'ingresso a tutte le iniziative è gratuito.

Info +39 0541 52206 - 51011 - www.riminijazz.it

giovedì 18 giugno 2009

RIMINI JAZZ



Vacanze a Rimini

www.hotelinrimini.eu/cosa_visitare_a_rimini.asphttp://www.ilturista.info
Dal 23 al 27 giugno a Rimini un tuffo nelle atmosfere dell’America dei Ruggenti Anni ‘20, grazie a RIMINI JAZZ, il 9° Festival Internazionale del Jazz Tradizionale e dello Swing. La più grande rassegna gratuita d’Italia dedicata al jazz delle origini, per ballare al ritmo di grandi formazioni e al cospetto di ospiti internazionali. Proprio come nella New York del Cotton Club, quando la Grande Depressione (esattamente 80 anni fa) spingeva il pubblico smanioso di divertimento ad affollare i locali.

Cuore di Rimini Jazz sarà come di consueto Marina Centro, con il mare Adriatico a due passi. I concerti si svolgono presso Parco Fellini, ribattezzata Rimini Airport Arena, ai piedi del glorioso Grand Hotel di Rimini. Con un cartellone musicale di primo piano a cura dal Direttore Artistico Rino Amore, degno del rilievo che il Festival ha conquistato in questi anni.

Apertura col botto martedì 23 giugno assieme ad un’autentica autorità internazionale del jazz classico: Jimmy La Rocca, il figlio del leggendario Nick La Rocca, cornettista siciliano emigrato negli Stati Uniti che assieme alla Original Dixieland Jazz Band incise il 26 Febbraio 1917 per la Victor il primo disco della storia del jazz (comprendente "Livery Stable Blues" sulla facciata A e "Original Jass One Step" sul lato B). Jimmy, che ha seguito le orme paterne e guida la Original Dixieland Jazz Band, volerà, accompagnato dal batterista David Hansen, da News Orleans a Rimini per esibirsi assieme al simbolo italiano del jazz tradizionale Lino Patruno dando vita ad un autentico jazz show supportati da una formazione di primo piano -Michael Supnick, Nicola Giammarinaro, Mauro Carpi, Silvia Manco e Guido Giacomini.
Il 24 giugno si festeggerà il centenario della nascita di Benny Goodman, il Re dello Swing, del batterista Gene Krupa e dell’inseparabile vibrafonista Lionel Hampton. Lo "swing" degli anni '30/ '40 risuonerà in riviera grazie al tributo degli olandesi 4Beat6 che, al loro debutto italiano, riproporranno in sestetto i classici dell’epoca (Flying Home, Airmail Special, Stardust, ecc.) con gli arrangiamenti originali.
Giovedì 25 giugno i padroni di casa della 1a Rimini Dixieland Jazz Band. Gli otto musicisti attingeranno dall’incalzante repertorio della New Orleans anni ’20 guidati dal clarinetto di Rino Amore e dalla calda voce di Vittorio Corcelli.
L'incontro tra due giganti della musica americana, Frank Sinatra e Count Basie con la sua Orchestra, rivivrà venerdì 26 giugno nello spettacolare concerto della Swingers Orchestra con la voce di Riccardo Chojwa. Da Come fly with me in avanti sulle tracce del primo e più importante “crooner” della storia della musica per rievocare le atmosfere delle migliori esibizioni di Mr. Blue Eyes solista e assieme ai mitici Rat Pack (Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr…).
E per chi pensa che l’hot jazz sia più che altro un affare da musicisti (e pubblico) nostalgici il gran finale di sabato 27 giugno, quando sul palco di Rimini Jazz saliranno i Chicago Stompers, nove giovanissimi musicisti e una cantante (età media non superiore ai 22 anni). La più giovane band italiana specializzata nel repertorio delle grandi orchestre statunitensi dal 1924 al 1931 ha fatto della fedeltà assoluta ai roaring twenties la propria missione. Con un repertorio doc, strumenti vintage e rari, abiti e coreografie rigorosamente d’epoca per uno spettacolo ironico, allegro e di forte impatto.

Ma la musica invaderà la città fin dal mattino grazie all’Ambassador Marching Band, che farà riecheggiare i classici del jazz tradizionale e dello swing nel centro storico, a Marina Centro e in riva al mare. Per tutta durata del Festival presso il Grand Hotel di Rimini sarà possibile assistere in anteprima mondiale ai primi 25 minuti del lungometraggio di animazione Jazz Story firmato dal cartoonist riminese Riccardo Maneglia, vincitore di numerosi premi internazionali e ospite di importanti rassegne (dal Kansas International Film Festival al Denver Jazz on Film Festival) a cui il Festival di Rimini dedica uno spazio personale.

A dare il benvenuto agli appassionati di musica su tutto il materiale di promozione del Festival sarà la Ragazza Flapper 2009, vincitrice dell’omonimo contest on line. Lei è Celeste Castelnuovo, 23 anni di Valbrona (Co), immortalata sui manifesti ufficiali di Rimini Jazz mentre, indossando il caratteristico look reso immortale dal Charleston, imbraccia sbarazzina un banjo.

E in omaggio alle icone della jazz age anche tutte le ragazze dello staff del Festival indosseranno abiti e accessori in perfetto flapper-style offrendo al pubblico un colpo d’occhio in perfetta sintonia con le sonorità on stage.

Il Festival Internazionale del Jazz Tradizionale e dello Swing si svolgerà in collaborazione con Grand Hotel Rimini, COGES Finanziaria SpA, Romagna Acque Società delle Fonti SpA, Ramada Rimini, Metha Hospitality Group, Camera di Commercio di Rimini, Banca Malatestiana. Partner radiofonico Radio Bruno.

Tutti i concerti serali avranno ingresso gratuito con inizio alle 21,30.


Link: vacanza a rimini
Autore della pubblicazione:
Lorenzo Lovato
Viaggi del Turista Srl

martedì 16 giugno 2009

Slang words used in the 1920's




Vi proponiamo alcune delle più comuni "slang words" in uso a Chicago nell'età d'oro del jazz : the Roaring Twenties!

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dogs: feet
ciggy: cigarette
daddy: a young woman's boyfriend or lover, especially if he's rich.
daddy-o: a term of address; strictly an African-American term.
egg: a person who lives the big life
fag: a cigarette. Also, starting around 1920, a homosexual
grummy: depressed
heebie-jeebies (1926): "the shakes," named after a hit song.
high hat: a snob
jeepers creepers: "Jesus Christ!"
level with me: be honest
mooch: to leave
rag-a-muffin: a dirty or disheveled individual
speakeasy: a bar selling illegal liquor
Tin Pan Alley: the music industry in New York, located between 48th and 52nd Streets
swell: (1) good (2) a high class person
neck: to kiss passionately
moonshine: homemade whiskey
big cheese: important person
cash: a kiss
sugar daddy: older boyfriend who showers girlfriend with gifts in exchange for sex
giggle water: booze
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Termini che indicano una ragazza.
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BARBECUE = ragazza particolarmente attraente.
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Struttin' with Some Barbecue = "Ballando con una bellissima ragazza".
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CHABOOTIE =ragazza notevolmente brutta (scorfano...)
GOOD BAIT= ragazza sexy e voluttuosa.
FOXY =ragazza di colore molto sexy.
GLAD RAG DOLL =ragazza molto elegante.
FORTY AND TIGHT =ragazza molto sexy (forty) e sessualmente appagata (tight).
GEORGIA PEACH = ragazza giovane e molto carina
FINE DINNER = ragazza graziosa e particolarmente attraente
CHICKEN =pollastrella.
CAKE (lett. dolce) = ragazza appetitosa.
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Riferimenti sessuali:
MISS BROWN =organo genitale femminile.
KEYHOLE =(lett. buco della serratura) ha lo stesso significato.
(Louis Armstrong nel 1927 incise il famoso Keyhole Blues)
JELLY ROLL= (lett. dolce a forma di tubo ripieno di marmellata) si riferisce chiaramente all'organo maschile e il JELLY ROLLER è l'amante.
GET DOWN =fare l'amore.
GIT DOWN TIME = cominciare il lavoro, nel gergo delle prostitute.
FUCK FREAK = è la prostituta.
FREAK = l'omosessuale.
DIKER =la lesbica.
GANG SHAY = orgia di più uomini con una sola donna
FISH MARKET = bordello nello slang negro
FISH = ragazza.
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for more information:
http://home.earthlink.net/~dlarkins/slang-pg.htm#S
http://www.yourdictionary.com/dictionary-articles/20s-Gangster-Slang.html

sabato 13 giugno 2009

Mike Daniels' Delta Jazzmen


This band was one of the significant contributors to the New Orleans 'revival' in the U.K. between 1955 and 1965. (And they are still playing). Aunt Hagar's Blues was recorded in around 1957 when the line-up was Mike Daniels tpt. Gordon Blundy tmb. John Barnes clt. Des Bacon pno. Geoff Over bnj. Don Smith bs. and Arthur Fryatt dms.
The photograph must have been taken soon after Don Smith and Arthur Fryatt joined the band in 1956 from the 'Pheonix Jazz Band' -as Arthur still has its logo on his bass drum!
More about the Pheonix band will follow when I have completed some more fact finding

Very Nice!

giovedì 11 giugno 2009

Everybody loves My Baby:Firehouse Five plus Two 1951


Everybody loves my Baby Firehouse Five plus Two 1951
One of the American West Coast Dixieland Jazz Bands in the fifties was the Firehouse Five Plus Two. Here you see a filmclip from 1951 of Ward Kimball's very popular band. Ward on trombone, with Danny Alguirre on cornet, and Clarl Mallory on clarinet. In the rhythm group we see Frank Thomas piano, Harper Goff on banjo, Ed Penner on tuba and Monte Mountjoy on drums. They play "Everybody Loves my Baby"

After You've Gone - Mike Flaherty's Dixieland Direct Jazz Band


Mike Flaherty's Dixieland Direct Jazz Band live at the Kennedy Center featuring: Henning Hoehne, Bob Boguslaw, Dallas Smith and Mike Flaherty.
http://www.dixielanddirect.comMIKE FLAHERTY'S DIXIELAND DIRECT JAZZ BAND is an exciting and energetic Washington, DC, based band that specializes in traditional New Orleans Dixieland music but its versatility encompasses other styles as well, these range from the music of the swing era, to society music to the Blues.Although DIXIELAND DIRECT performs with as many as seven musicians, the nucleus of the group is a trio. Fashioned after the Swing and Dixieland styles of Benny Goodman and Pete Fountain, DIXIELAND DIRECT features Henning Hoehne on clarinet, Bob Boguslaw on piano and Mike Flaherty on drums. Dixieland Direct has been performing together for almost two decades. Along with being featured on numerous recordings, members of DIXIELAND DIRECT have been featured at major jazz festivals and have toured extensively throughout the United States and abroad.Focusing on musicianship as well as entertainment, the band combines humorous lyrics and a dose of bandstand shtick to make a fun-filled and enjoyable time for all audiences. The band is uniquely complemented with its own arrangers and an extensive library of over 500 arrangements. The collection includes arrangements from the early Scott Joplin Rags, Louis Armstrong, Fats Waller, Cole Porter and Duke Ellington...to name just a few.

Just A Gigolo - JCO Dixieland Jazz Band


Alberto Medeot(tp)- Pucky D´Alessandro(tbn)- Steen Lienhard(cl)- Ricky Valente(kb)- Horacio Gabrielli(bj)- Roberto Bernetti(bs)- Gonzalo Leguizamón(drms). Grabado el 28/8/2008 en Confiteria Jockey Club, Martinez - Buenos Aires - Argentina.

martedì 9 giugno 2009

Golfo Dei Poeti

La Spezia-Lungo Mare



http://www.porto.laspezia.it/notizie/dall201911-al-16-giugno-alla-spezia-la-festa-della-marineria

San Terenzo (SP)

Fiascherino (SP)

Tellaro(SP)


Portovenere (SP)


Lerici(SP)




http://www.comune.lerici.sp.it/default.asp

Cinque Terre

Manarola (SP)



Monterosso (SP)

Corniglia (SP)

Riomaggiore (SP)

Vernazza (SP)

Omaggio alle "perle" della Liguria
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Cinque Terre
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Voglia di mare ?

Perchè non fare una stupenda vacanza alle Cinque Terre, in provincia de La Spezia?Sono certo che rimarrete entusiasti!
www.offertemare.it/liguria/cinque-terre/rioma...
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HOW TO ARRIVE AT THE CINQUE TERRE
Cinque Terre sunset


It is possible to reach the Cinque Terre by train or car. Using the train is strongly advised. The train service is good in the region. Besides, finding a parking is very difficult in summer, since it is not possible enter the villages, except for the residents.
BY TRAIN

Arriving from northern or southern Italy, the main train station is La Spezia. Here you need to take a regional ("Regionale") train that stops in every Cinque Terre village. Some trains from La Spezia only stop in Monterosso, not all the Cinque Terre towns.
You can find the tickets directly at the train station. You can buy it at the windows or through the self-serve ticket kiosk.
The Cinque Terre day pass is highly recommended if you want to to travel the whole day between the Cinque Terre. The pass expires at midnight and remember to and stamp it at one of the yellow machine in the train station before your departure.

BY CAR

A-12 Highway (Autostrada) Genova - Livorno.
Exit Brugnato-Borghetto Vara if you want to start your Cinque Terre visit from Monterosso. Then, follow the signs to Levanto or to the Cinque Terre. The road till Manarola is very narrow and has lots of blends.
Exit La Spezia-S.Stefano Magra if you want to visit Riomaggiore first, 14 km from the town centre. Follow the signs toward Cinque Terre. The road till Riomaggiore is an easy one and there some possibility to find a parking. Continuing to Manarola the road becomes narrow.
There are small pay parking in Monterosso and Riomaggiore. In summer, they are usually full.
There is a Taxi service in Monterosso, Vernazza and Manarola.

NEARBY AIRPORTS
Genoa, Pisa, Florence.

lunedì 8 giugno 2009

McDixie Swing Company, That's a plenty !


McDixie Swing Company from the Netherlands more info: www.mcdixie.nlTrumpet / Leader: Keesjan Hoogeboom
Trombone: Bob Kiewitt
Clarinet /Sax : René van Straten
Banjo / Guitar : Gerard Tavenier
Double Bass: Sergej Ouzkikh
Drums: Rob Lamme

That's A Plenty - December Band 1965


That's A Plenty - December Band 1965
Many of you might wonder " What's a band like this doing here?" Well, members of a jazz club in Connecticut decided to organize a concert and invite several musicians from New Orleans who were all there together with the great jazz musicians like Louis Armstrong, King Oliver, Sidney Bechet and others. These musicians still lived in New Orleans and more or less kept the tradition alive. So here is a sample how jazz was played in the twenties and still in the sixties.
Kid Thomas Valentine trumpet, Jim Robinson trombone, Capt John Handy alto sax and Sammy Penn drums
They were accompanied with local musiciaans who were a full generation younger but had great appreciation, respect and the ability to play in style with these grand old jazz masters.
Sammy Rimmington clarinet, Bill Sinclair piano, Dick Griffith banjo, and Dick McCarthy bass.

" That's A Plenty" Southern Jazz


"Too Much Swing to be called Dixieland and Too Much Dixieland to be called Swing"

Southern Jazz Royal Garden Blues


Swinging Jazz from Kentucky

Square Jazz Band. live in France


Concert in Montbard (France) 2004, by The Square Jazz Band from The Hague (The Netherlands).

DENNIS ARMSTRONG'S GREAT NORTHERN JAZZ BAND


THE GREAT NORTHERN JAZZ BAND AT THE 1066 CLUB, HASTINGS 8TH DECEMBER 2006. DIPPERMOUTH BLUES

Snake Rag - John Petters Creole Jazz Band


www.traditional-jazz.com
This recording of Snake Rag, captured at the Pakefield Jazz Festival in March 2005 features Ken sims & Chez Chesterman, cornets, Mike Pointon, trombone, Dave Bailey, clarinet, Dave Moorwood, banjo, Martin Litton, piano & Keith Donald, bass.
Have alook at my website www.traditional-jazz.com for details of our festivals and CDs.

Turk Murphy & His Frisco Jazzband - Snake rag 1973

Riverside Blues -- Stumptown Jazz 2002


Riverside Blues -- Stumptown Jazz 2002

Almost 80 years later our Stumptown Jazz is performing King Oliver's Riverside Blues, which I just posted on Youtube as well. http://www.youtube.com/watch?v=8TRzK8...
What can I say, of course while performing you think to have the original recording in your system but obviously we took it in a somewhat slower tempo. I just received this film in my collection and I was surprised of the intensity and the original approach by the band's members. I introduced this tune to the band and I am certain that most had never heard the original Oliver recording. Unfortunately this group does not get together much anymore. The gig before this one in January 2002 happened in the same room in January 2001. I find it amazing that all members remembered the general arrangement.
I loved to have been a member of this great group and I still don't understand why the jazz festival organizers don't invite this wonderful band any more. Leader Gary Peterson piano, Bob Erwig, usually cornet but this time trumpet, Phil Hatton clarinet, Rex Rice trombone, Dave Brown guitar, John Walling bass and Bill Franklin drums
I think we can compete with one of the USA's most popular bands in this style.
Here is Bob Schulz and his Frisco Jazz Band, a band filled with mostly professional musicians who concentrate fully towards this type of music.
http://www.youtube.com/watch?v=gKeK4n...
Of course Bob Schulz was a longtime member of Turk Murphy's Jazz Band. Turk also spent a lifetime, initially together with Lu Watters to recreate the music of the early Oliver Band.
The only other band I could find who played a fine version of Riverside Blues on youtube as well is the Eureka Jazz Band from Argentine 1981 : http://www.youtube.com/watch?v=VbPmkp...

Eureka Jazz Band 1981 - "Riverside Blues"


Eureka Jazz Band, en vivo en Canal 9 - "Veladas de Gala". Año 1981.-
Daniel Alvarez Montserrat - Corneta
Horacio Schere - Saxo Soprano y Clarinete
Julio Juan - Saxo Tenor
Ezequiel Palleja - Piano
Fili Savloff - Banjo
Alejandro Winkler - Tuba
Salvador Toto Zisa - Bateria

Bull Fiddle Blues, Scaniazz


Paul Bocciolone Strandberg (co,voc) Arne Höjber...
(more)
Added: February 28, 2007
Paul Bocciolone Strandberg (co,voc) Arne Höjberg (tb)
Jan Nilsson (cl/as)Bjarne Lövdin (pno)
Björn Ekman (bjo)Karl Kronqvist (bs)
Och det var i maj 1985

SCANIAZZ, was a legendary band from the south of Sweden performing worldwide within the original jazz idiom in the 70's-80's.
Anyone interested in their recordings and music can get in touch with their former leader Paul Bocciolone Strandberg through www.paulandhisgang.com (less)

sabato 6 giugno 2009

Bohém Ragtime Jazz Band


The Bohém Ragtime Jazz Band was founded in 1985 in Kecskemét, Hungary. The band has been active on domestic and international level, tours frequently in Europe and the US. We have several albums (12 by January 2008) but there are very few publishable video recordings in our posession, although we have been broadcast on TV's all over the in many European countries. See more information on our website at www.bohemragtime.com
www.myspace.com/bohemragtime

venerdì 5 giugno 2009

Classic Jazz Stompers :"Exactly Like You"


"Exactly Like You"

Duke Heitger, trumpet, and Ray Heitger, clarinet, join the Classic Jazz Stompers at Xavier University's Gallagher Theatre on May 4, 2008.

Dave Greer, National tenor guitar
Greg Dearth, tenor sax
Erik Greiffenhagen, clarinet and bari sax
Jim Leslie, drums
Chris Moore, cornet
Gordon Moore, trombone
Ted des Plantes, piano
Eric Sayre, bass

Classic Jazz Stompers :"Dinah"


"Dinah"

Duke Heitger, trumpet, and Ray Heitger, clarinet, join the Classic Jazz Stompers at Xavier University's Gallagher Theatre on May 4, 2008.

Dave Greer, tenor guitar
Greg Dearth, alto sax
Erik Greiffenhagen, bari sax
Jim Leslie, drums
Chris Moore, cornet
Gordon Moore, trombone
Ted des Plantes, piano
Eric Sayre, bass

Joe Turner - St. Louis Blues


A rare French TV gem from the Sixties featuring two greats: Joe Turner born in Baltimore, 3 Nov 1907 died in Montreuil, France, 21 July 1990 (not to be confused with his great blues singer namesake "Big Joe Turner"), a dazzling stride pianist who played with all the greats in Harlem during the Twenties, Louis Armstrong amongst them, and the great "Champion" Jack Dupree (1910 - 1992), the embodiment of of the New Orleans blues and boogie woogie pianist, a true barrelhouse "professor" and a great showman to boot as these videos attest. The show is left in its entirety to preserve the period feel and to marvel at the level of mass culture back then compared to now. This is W. C. Handy's classic, "St. Louis Blues" preceded by a small Joe Turner interview in French, as Joe was already a French resident by then.

lunedì 1 giugno 2009

Joseph “King” Oliver



Oliver, Joseph “King” (1885-1938)

Mentor to Louis Armstrong and pioneer of what would become known as the Harmon trumpet mute, Joe “King” Oliver was a key figure in the first period of jazz history. His most significant ensemble, King Oliver's Creole Jazz Band, was a live sensation and also the first black New Orleans ensemble to gain recognition in the record industry.

Born in Louisiana in 1885, Joseph Oliver began his musical studies on trombone, but switched to cornet as a teenager, touring with a brass band at the turn of the century. Oliver worked in various marching and cabaret bands in and around New Orleans, including bands led by Kid Ory and Richard M. Jones, but moved north in 1918, settling in Chicago. After a stay in California, Oliver returned to Chicago and formed his own ensemble which included bassist Bill Johnson, trombonist Honore Dutrey, clarinetist Johnny Dodds, his brother, drummer Warren “Baby” Dodds, and pianist Lillian Hardin. King Oliver's Creole Jazz Band, as it was called, debuted on June 17, 1922 at the Lincoln Gardens Café in Chicago. Shortly thereafter, Oliver wired New Orleans requesting a second cornetist, his former apprentice Louis Armstrong. The new ensemble was a hit, captivating audiences with its deep rhythmic vitality, improvised polyphony, and unbelievable double-cornet breaks – Oliver and Armstrong seemed to improvise on the spot, in perfect unison.

Stylistically, Oliver was not the exuberant soloist that Armstrong would become; rather his innovations were largely in his use of trumpet mutes and effects. Directly inspired by Oliver's “wa-wa” sound, the Harmon Company manufactured the now widely used Harmon mute. The “jungle style” popularized by Bubber Miley in Duke Ellington's orchestra reflected Oliver's mastery of the plunger, while the popularization of the Harmon mute forged a direct link between Oliver and such modernist trumpeters as Miles Davis and Harry Edison.

Oliver's band set down the first significant body of records by black jazzmen, although accounts from the period suggest that the recordings only hinted at the power of the live group. Including several alternate takes, thirty seven cuts survived the period, most recorded during 1923. Oliver's most acclaimed solo, featured on the song “Dippermouth Blues,” exemplified his uniquely vocalized style, and it was later orchestrated by Fletcher Henderson's orchestra as “Sugar Foot Stomp.”

King Oliver's Creole Jazz Band prematurely disbanded in 1924, with Louis Armstrong on his way to New York. Oliver recorded “Tom Cat Blues” with pianist Jelly Roll Morton, and his new group, King Oliver's Dixie Syncopators, made additional records. Oliver moved to New York in 1927 and found regular work at the Savoy Ballroom, though he also supposedly rejected a position at the Cotton Club, which instead famously went to Duke Ellington.

Suffering from pyorrhea, a gum disease, Oliver's abilities declined, and he soon began delegating his solos to younger cornetists in his ensemble. By 1935 Oliver could no longer play at all, though he would continue to lead bands for two more years. Ailing and frustrated, Oliver settled in Savannah, Georgia, where, having pawned his trumpet and finest clothing, he maintained a small fruit stand and worked as a pool-hall janitor. King Oliver died in 1938 from a heart attack, or, as Louis Armstrong later suggested, a broken heart.
FONTE:
www.blackpast.org

domenica 31 maggio 2009

This postcard shows the legendary Basin Street (1908)



This postcard shows the legendary Basin Street (c. 1908) in the vice district of Storyville. The rail lines in the foreground transported visitors “down the line” to the heart of the district. Courtesy Alecia Long.

Local officials were usually laissez-faire on the subject, but influential inhabitants were occasionally troubled by the city’s reputation as a hotbed of prostitution and licentiousness. When pressed, city leaders attempted to deal with the issue by making prostitution less visible, creating a series of shrinking spatial demimondes over several decades. The city’s first comprehensive antiprostitution measure, the 1857 Lorette Ordinance, essentially made prostitution legal in any part of the city so long as sex-sellers avoided “street-level solicitation, indecent dress, and the creation of scandal or disturbance.” From then until the end of the century, reform-minded city leaders passed at least nine ordinances to deal with prostitution and its attendant social ills in a variety of ways. In 1898, the New Orleans Daily Picayune described the final attempt to quarantine the “plague of prostitutes” and move vice out of the city’s mainstream: “The city government is trying to drive vice and immorality out of the most prominent localities and into obscure neighborhoods where decent people will not be constantly offended by their open and shameless flauntings.” Though the locution was strange, the message was crystal clear: the city wanted to confine vice to less desirable districts where they could control, contain, and, unofficially, profit from its practitioners.[6]

After months of legal wrangling in 1897 and 1898, the city included two neighborhoods in the final version of its most infamous vice district ordinance. The most well-known portion of the city’s 1897 vice district was “Storyville.” While some simply called it “the district,” the other name was an inside joke that mocked Councilman Sidney Story, the man largely responsible for authoring the ordinances that shaped the boundaries of the last, smallest, but most notorious vice district in the city’s history. The reputed purpose of Story’s ordinance was to control prostitution and make it a less visible aspect of local culture and the city’s national reputation. It had precisely the opposite effect. Once Storyville opened for business in 1898, local folks, especially men, flocked to the district, which was characterized by gaudy high-end brothels, dance halls, saloons, shooting galleries, and modest sex-trade establishments called cribs. Women from all parts of the city, as well as from across the nation, also traveled in and out of the vice district to work as prostitutes to support themselves and, quite often, extended families. For twenty years tourists from around the region and the nation descended on Storyville to see the bright lights and scantily clad women and to indulge in the local joie de vivre. By 1908 new rail lines and a sprawling terminal station that fronted Canal Street guided visitors into the city along a path that abutted the district’s main thoroughfare, the legendary Basin Street.[7]





Map showing the two prostitution districts created in New Orleans in 1897. The larger Storyville district was created by Ordinance 13032 on January 29, 1897, and a smaller district was created by Ordinance 13485 on July 6, 1897. Note: Custom House Street, which formed Storyville’s southwestern boundary, was renamed Iberville Street in 1901.
Developers also flooded into the area, subdividing properties to increase rental revenues or demolishing housing stock to make way for expansive new brothels and barrooms. Before 1897, the core of the neighborhood had been considered undesirable, and most residents lived in modest housing stock. Once Storyville became a legal entity, skyrocketing rents forced pre–vice district residents to move. One landlord admitted that rents in the neighborhood rose “from one hundred to three hundred percent” in the year leading up to the passage of the ordinance.[8]

Obviously, the situation was unfair to the tenants who were priced out of the hot new real estate market of Storyville. Then as now, racial identity exacerbated problems finding housing. Eerily echoing post-Katrina concerns, a writer for the Southwestern Christian Advocate in 1897 reminded readers that “it is extremely difficult and may we say next to impossible, for a Negro to secure a decent house in a desirable portion of the city.” As with the post-Katrina diaspora of this neighborhood, it is impossible to know where all of those who were displaced from Storyville wound up. At least some of them moved a few blocks above Canal Street, into or near the four additional blocks also designated part of the 1897 vice district boundaries. This shadow district—literally a demimonde of a demimonde—has been largely invisible in local lore and historical studies. Yet it was in this neighborhood that a little boy named Louis Armstrong grew up and where his mother occasionally engaged in prostitution to make ends meet. Armstrong recalled that the area “was just about the same as it was in Storyville except that the chippies were cheaper,” leading the recent Armstrong biographer Thomas Brothers to label the area “the cheap Storyville.” Others have dubbed it “the black Storyville,” because black men could move freely in the streets and frequent the saloons, dance halls, and prostitutes—something they could not do in and around the high-end Basin Street brothels.[9]

In this smaller, secondary vice district, Jewish and Italian immigrants lived side by side with the children and grandchildren of emancipated slaves. Sometimes the inhabitants fought, but inevitably they influenced one another. Together they created a unique American art form. Originally called “jass”—itself a slang term for sex—the music was first played and enjoyed exclusively by New Orleans’s poor and marginal people. Only later would respectable white folks embrace this music, dub it “jazz,” and attempt to claim it as their own.

Over the last century, Storyville has become a legendary, though largely misunderstood, aspect of the city’s history. Musicians have popularized the district through jazz standards such as “Basin Street Blues,” while numerous works of fiction and a handful of films, including Louis Malle’s controversial Pretty Baby, have expanded the district’s legends without examining Storyville’s political, social, cultural, or economic significance. A widely ignored aspect of Storyville’s history, and the history of its sister district slightly further uptown, is that these two neighborhoods were the city’s first testing grounds for mandatory residential segregation. This segregation was not based explicitly on race, but on gender, requiring any woman who engaged in prostitution to live within the specified boundaries. In the era of Plessy v. Ferguson, the U.S. Supreme Court ultimately upheld the city’s right to maintain those vice district boundaries. Though Storyville has been romanticized to the point of silliness, its history reveals how multiple forms of prejudice—in this case directed against people on the basis of gender, race, class, and a reputed lack of respectability—are mutually reinforcing. The ordinance that created Storyville mapped white male social and sexual supremacy onto the city’s grid, and it was all perfectly legal.[10]



The two vice districts were shuttered in 1917, but not because anyone on the local scene was willing to grapple with issues of racial and gender equality. Rather, the upsurge of patriotism, conservatism, and cultural piety that accompanied U.S. entry into World War I led to the closure of vice districts nationwide, and, though city leaders directly and tirelessly defended segregated vice, for once New Orleans was no exception. In the first two decades after the official demise, a few madams held on and continued to do business in the area formerly known as Storyville. As the neighborhood, its fortunes, and its structures declined, the poor and disadvantaged, most of whom were African American, began to move back in.
Fonte:

http://www.journalofamericanhistory.org/projects/katrina/Long.html

Poverty Is the New Prostitution: Race, Poverty, and Public Housing in Post-Katrina New Orleans

Alecia P. Long
Journal of American History, 94 (Dec. 2007), 795–803