domenica 12 aprile 2009

Passeggiando per New Orleans













Passeggiando per New Orleans
di Michelle Klimt


Definita da alcuni “il capolavoro europeo d’America”, New Orleans è il centro più celebre dello stato della Lousiana. Non solo per la sua fama di culla del jazz, ma per l’affascinante miscellanea di contrasti, ben riflessi nella gente, negli edifici, nei monumenti, nei colori e, persino, nei profumi. Qui, da oltre 250 anni, tutto concorre a rendere questo peculiare microcosmo, una vezzosa “signora”: a tratti gentile e riservata, ad altri, appassionata ed esotica. Fondata nel 1718 da Sieur de Bienville, su un’ansa a mezzaluna del fiume Mississipi, questa città da “Mondo Antico”, con uno spirito da “Mondo Nuovo”, è senza dubbio la più pittoresca degli USA: giovane, spensierata e brulicante di vita ad ogni ora del giorno e della notte.

Per comprenderlo, basta fare un salto in centro, passeggiando per le suggestive viuzze del Quartiere Francese –il più antico di tutta New Orleans-, animate da jazz club, gruppetti di irriducibili “ballerini” che si scatenano per le strade e nei caffè, una moltitudine di negozietti più o meno datati, che propongono bizzarri articoli di ogni sorta, a mo’ di piccoli bazar e un a dir poco singolare museo woodoo. Ma non solo. In questa affascinante zona -dove si respira ad ogni angolo il profumo di un passato singolare e tumultuoso-, merita una sosta la storica Jackson Square, istituita nel 1721 come piazza d’armi e conosciuta per più di un secolo come Place d’Arme (sotto la bandiera francese) o Plaza de Armas (quando la Spagna possedeva la colonia). Qui, si può ammirare l’opera dello scultore Clark Mills, posta nel 1856, che campeggia nel largo: la statua del Generale Jackson sul suo cavallo in impennata: celebre anche per essere stata la prima statua equestre al mondo con più di una zampa in sospensione. Ai lati della piazza, come raffinate ed eleganti sentinelle, spiccano i palazzi gemelli di Pontalba -fatti erigere da Don Andres Almonester y Roxas, l’uomo più ricco della colonia durante il periodo spagnolo-, oggi sedi di appartamenti di lusso, uffici di rappresentanza e raffinati negozi sul livello della strada. Da non perdere, la sezione a tre piani ricavata dal palazzo gemello affacciato su Saint Ann Street: un’area magistralmente ristrutturata che regala un tipico esempio di abitazione della New Orleans del 1850, con mobili e oggetti d’arredo autentici del XIX secolo. Proseguendo a sinistra verso Saint Ann, all’incrocio con Decatur Street, ci si imbatte in una lunga e bassa struttura, che è parte integrante del caratteristico Mercato Francese, i cui edifici sono stati per oltre 165 anni, parte attiva della vita di New Orleans. Impossibile non lasciarsi irretire dal tripudio di sgargianti tonalità offerte dalle numersose bancarelle di frutta e verdura fresche, che cedono il posto, dirigendosi verso la riva del fiume, ad altre banchetti -che spaziano dai generi alimentari agli oggetti d’arte-, a negozi antichi e non, bar di ogni genere, ristoranti e bistrò. Tutti da godere, poi, i caffè e le boutique disseminati sul vivace lungofiume del Mississipi, dove ci si può imbarcare, per un’esperienza davvero indimenticabile, su uno dei numersosi battelli a vapore. Da visitare, anche le stupende residenze del Garden District, affacciate sul fiume, lo zoo di Audubon – con il suo acquario di fama mondiale –, il City Park, con le sue magnifiche querce e il Museo d’Arte della città, lasciandosi accompagnare, ad ogni passo, dalle suadenti note dell’onnipresente jazz.



La patria del Jazz
Il jazz nacque nelle vie e nei postriboli di New Orleans, da un miscuglio di musica africana e caraibica suonata dagli schiavi, la domenica pomeriggio, nella Congo Square. Alla sua nascita contribuirono anche i canti ritmici dei barcaioli e dei contadini, la sentimentalità della musica gospel e l’esuberanza delle bande di ottoni. Il jazz cattura lo spirito di New Orleans, città nativa di tutti i grandi jazzisti: King Oliver, Jerry Roll Morton, Buddy Bolden, Louis Armstrong e molti altri ancora. Ma a New Orleans si possono ascoltare anche jazz moderno, Cajun (genere basato su musiche folcloristiche francesi), Zydeco (che deriva da una tradizione creola chiamata “La-La” e ascoltata un tempo da mezzadri e agricoltori afro-americani), rhythm and blues (nato nelle piantagioni di canna e cotone della Louisiana) gospel (nato in Louisiana con gli spirituals, durante il periodo della schiavitù degli afro-americani, che con i loro canti glorificavano il Signore, esprimendogli la loro sofferenza e la speranza di una vita migliore) e rock and roll. Assolutamente da non perdere, una serata al Preservation Hall, nel Quartiere Francese, (726 Saint Peter Street Tel. 001 504 5222841), dove ogni sera gruppi musicali suonano jazz tradizionale. La sede è molto spoglia –solo un paio di panche in legno-, ma ne vale davvero la pena. Altro indirizzo must è lo Storyville District, uno dei ritrovi più nuovi del quartiere storico della città (125 Bourbon Street Tel.001 504 4101000), dove ascoltare il jazz più autentico e gustare la tipica cucina di New Orleans. Arredato secondo lo stile jazz delle sale di fine ‘800 –primi ‘900. è suddiviso in tre aree: Storyville Jazz Cafè, Jazz Alley e Jazz Parlor. Inoltre, per sapere tutto sulla storia della musica di New Orleans, si può visitare il Louisiana State Museum Jazz Exhibit presso l’Old US Mint a Explanade: una mostra permanente che espone fotografie, registrazioni autentiche e strumenti musicali appartenuti ai grandi protagonisti del jazz come Louis Armstrong e Sidney Bechet.

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