martedì 14 aprile 2009

Olympia Jazz Band




Da 35 anni la Olympia Ragtime Band va in giro a portare il profumo, i suoni, le atmosfere , il calore della Louisiana nei pub, teatri, teatrini, bettole, nelle chiese sconsacrate e no, nelle piazze, festival internazionali, matrimoni, funerali, feste e picnic.

THE MUSIC - hot & spicy

La musica che porta in giro è quella calda, semplice, orecchiabile del jazz di New Orleans eseguita nel più puro linguaggio arcaico, con un alto tasso di calore, entusiasmo e passione.

THE SOUND - boilin’ and relaxed (bah! Che vor di'?)
Il sound è quello delle band di quelli “veri” che hanno cominciato a registrare dischi dal 1945 in avanti a New Orleans, grazie alla riscoperta del Jazz tradizionale da parte di alcuni appassionati americani bianchi, entusiasti e forse un po’ pazzi (New Orleans Revival).
Kid Thomas Valentine, George Lewis, Bunk Johnson, Paul Barbarin, Papa Celestin sono alcuni tra gli ispiratori della Olympia Ragtime Band.

THE REPERTORY - variopinto, imprevedibile e infinito
(è in italiano perché in inglese non si capiva niente)
Blues ,spirituals, creole songs, marce, hit, evergreen, standards, valzer, boogie woogie.
Tutto suonato rigorosamente nel liguaggio New Orleans

THE MUSICIANS – a rare mix of human beings
Un gruppo molto, molto eterogeneo in tutto salvo che nella condivisione della stessa passione musicale.
Uno è di destra, l’altro è di sinistra, uno è anarchico, gli altri sì e no e qualcun altro è agnostico.
Qualcuno ama le violette, un altro odia i fiori delle bancarelle.
C’è chi porta la cravatta, altri - di nascosto - la guepière, altri ancora hanno sempre al collo il foulard da damerino.
Uno poi, appena le telecamere non lo inquadrano,si mette in canottiera, anche se fa freddo.
Certi sono proprio vecchi, altri sono più giovani ma sono vecchi lo stesso.
Alcuni sono benestanti, altri sono alla canna del gas.
Ebbene questa banda di pirloni riesce come un tutt’uno a proporre un vero e proprio viaggio musicale affascinante, coinvolgente e accattivante, non disdegnando, ogni tanto e per sbaglio, qualche gag da baraccone.

THE SINGER - Ain’t she black?
Veronica è caduta dentro alla Band recentemente ed è come se avesse sempre cantato con loro gli spirituals e non solo.
Sposa perfettamente il modo di essere della Band sia musicalmente che umanamente (cioè: non se la tira).
Interpreta con grande pathos, passione e autorità il repertorio cantato della ORB.
E con lei il già discreto tasso selvaggio della Band ha avuto un‘impennata di un bel tot.
Se la sentite e basta penserete che sia nera, se la vedrete scoprirete che è di Bergamo.

THE FUTURE - mah!
Se l’abbiamo scampata fino ad ora, diamoci dentro ché forse altri 35 anni non ce li toglie nessuno.
A meno che non ci abbattano prima.
(dichiarazione rilasciata all'unisono da membri della ORB a un pompiere di Meda)

GRAZIE VERAMENTE MILLE...
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